Zero visite, zero condivisioni. Eppure era un buon contenuto, ne sei convinto.
Il problema non è la qualità di quello che hai scritto ma che Google non sa di cosa parli, non riesce a capire per quali ricerche mostrare il tuo articolo, e quindi il tuo contenuto resta invisibile. Scrivere bene non basta: serve scrivere in modo che i motori di ricerca ti classifichino nelle prime posizioni dei risultati di ricerca quando le persone digitano una query legata al tuo ambito.
Questo è il senso della scrittura ottimizzata per la SEO: non si tratta di riempire il testo di parole chiave a caso, ma di comunicare in modo chiaro - sia agli utenti che ai motori di ricerca - cosa troveranno in quella pagina.
E i metatag sono alcuni degli elementi fondamentali che ti permettono di farlo.
Cosa significa scrivere “ottimizzato”
La scrittura SEO è l'arte di creare contenuti che siano allo stesso tempo utili per le persone e comprensibili per i motori di ricerca. In pratica, è un modo di strutturare e formattare i contenuti seguendo alcune regole logiche che aiutano Google, e gli altri motori di ricerca, tra cui i nuovi assistenti di AI generativa, a capire di cosa parli.
Quando cerchi qualcosa su Google, il motore di ricerca deve decidere quali risultati mostrarti tra miliardi di pagine web. Lo fa analizzando tantissimi fattori, ma uno dei più importanti resta il contenuto testuale: le parole che usi, come le organizzi, quanto il testo risponde alla domanda dell'utente.
La buona notizia è che scrivere per la SEO non significa scrivere male o in modo innaturale, non più almeno. Oggi, significa essere chiari e strategici nella scelta delle parole. Se riesci a farlo bene, il tuo contenuto sarà più facile da leggere per le persone e più facile da interpretare per Google. Se il focus è la qualità, ovviamente… tutti vincono!
Le basi della scrittura ottimizzata
Prima ancora di pensare ai metatag, devi lavorare sul contenuto vero e proprio. Il testo della tua pagina è il punto di partenza di qualsiasi strategia SEO.
Parti dall'intento di ricerca. Cosa cerca chi digita una certa query su Google? Se qualcuno cerca "come scegliere un commercialista", probabilmente vuole una guida pratica, non la storia della professione. Se cerca "commercialista Bergamo", vuole trovare professionisti locali. Capire l'intento ti aiuta a scrivere contenuti che rispondono davvero alla domanda dell'utente.
Usa le keyword in modo naturale. La keyword è la parola o la breve frase che le persone digitano su Google per trovare contenuti come il tuo. Deve comparire nel testo, ma in modo naturale e contestuale. Se la tua keyword è "consulenza digital marketing PMI", non devi ripeterla venti volte in modo forzato, quello forse funzionava una dozzina di anni fa! Usala nel titolo, in qualche sottotitolo, nel primo paragrafo e poi sparsa nel testo, solo dove ha senso. Non preoccuparti, Google è intelligente, comprende la semantica: capisce anche sinonimi e variazioni del termine.
Struttura il testo con heading tag. I titoli e sottotitoli (H1, H2, H3) non servono solo per rendere il testo più leggibile agli umani, ma aiutano i motori di ricerca a capire la gerarchia delle informazioni. L'H1 è il titolo principale della pagina e dovrebbe esserci sempre, una sola volta. Gli H2 sono i sottotitoli principali, gli H3 approfondiscono gli H2. Una struttura chiara è fondamentale.
Scrivi paragrafi brevi e “scansionabili”. Online le persone non leggono parola per parola, scorrono velocemente il testo cercando le informazioni che gli servono. Paragrafi di 3-4 righe massimo, frasi non troppo lunghe, grassetti per evidenziare i concetti chiave e qualche punto elenco. Questo rende il contenuto più accessibile e aumenta il tempo di permanenza sulla pagina, un segnale positivo per Google.
Rispondi alla domanda principale subito. Non fare giri di parole, non serve creare attesa. Se qualcuno cerca "cos'è il ROI", spiegaglielo subito, nei primi due paragrafi. Poi puoi approfondire, fare esempi, dare consigli. Ma la risposta principale deve arrivare subito. Questo migliora l'esperienza utente e aumenta le probabilità che Google mostri il tuo contenuto nei featured snippet, quei box in evidenza che compaiono in cima ai risultati di ricerca.
I metatag: cosa sono e perché contano
I metatag sono, in gergo tecnico, snippet di codice HTML, che forniscono informazioni sulla tua pagina ai motori di ricerca. Sono fondamentali per la SEO perché dicono a Google di cosa parla il tuo contenuto e posso contribuire, oltre che al posizionamento, anche all’interazione dell’utente.
I due metatag più importanti sono il title tag e la meta description. Sono quelli che le persone vedono quando il tuo sito compare nei risultati di Google: il title tag è il titolo cliccabile, la meta description è il testo descrittivo sotto il titolo. Se ben scritti, aumentano drasticamente anche il tasso di clic (CTR) verso il tuo sito.
Come scrivere un title tag efficace
Il title tag è probabilmente l'elemento SEO più importante di una pagina, insieme all’H1. Deve contenere la keyword principale, essere abbastanza descrittivo da far capire cosa troverà l'utente, e abbastanza interessante da invogliare al clic.
La lunghezza ideale è tra i 50 e i 65 caratteri. Più lungo rischia di essere troncato nei risultati di ricerca, più corto spreca spazio prezioso. Inserisci la keyword all'inizio quando possibile: "Guida al Digital Marketing per PMI | Genoma" funziona meglio di "Genoma | Guida per PMI al Digital Marketing".
Evita title tag generici come "Home" o "Chi siamo". Ogni pagina deve avere un title unico e descrittivo. Se hai un e-commerce con tante pagine prodotto, il title dovrebbe includere il nome del prodotto e magari una caratteristica distintiva: "Scarpe da running Nike Air Zoom - Leggere e ammortizzate".
Usa verbi d'azione e numeri quando possibile: "Come scegliere", "Guida completa", "5 strategie", "2024". Rendono il title più concreto e cliccabile, ma sempre in modo naturale, mai forzato.
Come scrivere una meta description che converte
La meta description è la tua occasione per convincere l'utente a cliccare sul tuo risultato invece che su quello dei competitor. Google la mostra sotto il title tag nei risultati di ricerca, anche se a volte decide di generarne una propria estraendo parti del testo della pagina.
La lunghezza ideale è tra i 150 e i 155 caratteri. Deve essere un riassunto accattivante del contenuto della pagina, includere la keyword principale, che Google evidenzierà in grassetto se corrisponde alla ricerca dell'utente, e contenere una call-to-action implicita o esplicita.
Esempio debole: "In questo articolo parliamo di digital marketing per le piccole imprese e diamo alcuni consigli utili".
Esempio forte: "Scopri le 4 attività di digital marketing fondamentali per far crescere la tua PMI online. Guida pratica con esempi concreti e step operativi".
La differenza? Il secondo è specifico, promette valore concreto ed usa un linguaggio attivo. Fa venire voglia di cliccare!
Non duplicare la meta description tra pagine diverse. Ogni pagina deve avere la sua, personalizzata sul contenuto specifico. Se lasci vuoto questo campo, Google genererà una description automatica, ma raramente è efficace quanto una scritta con criterio.
###Altri elementi da ottiimizzare
Non di soli titoli vive la SEO: ci sono diversi elementi che si possono ottimizzare in una pagina web. Ecco qualche esempio:
URL parlanti. L'URL della pagina dovrebbe essere breve, leggibile e contenere la keyword. Meglio "esempio.com/guida-seo-copywriting" che "esempio.com/p=12345". Gli URL parlanti sono più facili da ricordare, da condividere e da interpretare per Google.
Alt text delle immagini. Ogni immagine sul tuo sito dovrebbe avere un attributo alt che descrive cosa rappresenta. Serve sia per l'accessibilità, ad esempio per gli screen reader dedicati alle persone ipovedenti sia in ottica SEO. Se hai un'immagine di un team che lavora, l'alt text potrebbe essere "team di Genoma al lavoro su strategia digital marketing". Include la keyword dove ha senso, ma sempre in modo descrittivo e naturale.
Link interni. Collegare le pagine del tuo sito tra loro aiuta Google a capire la struttura del sito e distribuisce "autorevolezza" tra le pagine. Se hai scritto un articolo sul digital marketing per PMI e un altro sugli analytics, linkali tra loro quando pertinente. Ove possibile, usa anchor text descrittivi: invece di "clicca qui", scrivi "scopri la nostra guida agli analytics".
Schema markup. È un codice strutturato che puoi aggiungere al sito per dare a Google informazioni extra: recensioni, FAQ, ricette, eventi o prezzi. Non è indispensabile all'inizio, ma se vuoi fare un passo in più, i cosiddetti rich snippet possono aumentare molto la visibilità nei risultati di ricerca.
La SEO, dunque, è un mezzo, non un fine. Il fine è far arrivare le persone giuste sul tuo sito e dare loro quello che cercano. Se ci riesci, Google ti premierà. Perché in fondo, Google vuole la stessa cosa che vuoi tu: offrire la migliore esperienza possibile a chi cerca informazioni online. E se ti sembra complesso, puoi contattare Genoma!



