Non preoccuparti, succede a molti imprenditori e operatori di marketing. Ma la verità è che gli Analytics non sono un nemico, anzi: **sono la bussola che ti dice se stai andando nella direzione giusta**. E non serve essere dei data analyst esperti per capirne le basi, serve sapere cosa guardare e perché. ## Perché gli analytics sono importanti Fare digital marketing senza guardare i dati è come guidare con gli occhi bendati. Potresti anche arrivare a destinazione… ma sarà pura fortuna! Gli Analytics ti permettono di capire cosa funziona e cosa no nelle tue attività online, di prendere decisioni informate invece di andare a sensazione, di ottimizzare il budget investendo dove ottieni risultati concreti. Soprattutto, ti aiutano a conoscere meglio i tuoi clienti: da dove arrivano, cosa cercano e come si comportano sul tuo sito. La differenza tra un'azienda che cresce online e una che spreca risorse sta tutta qui: nella capacità di leggere i dati e agire di conseguenza. ## I tre livelli di metriche che devi conoscere Non tutti i numeri hanno lo stesso peso e, puoi anche non crederci, ma alcuni  Possiamo dividere le metriche in tre categorie, dal più superficiale al più importante. * Le **metriche di vanità** sono i numeri che fa piacere vedere crescere, ma che da soli non dicono molto: ad esempio, i follower sui Social. Non sono inutili, ma non devono essere il tuo unico punto di riferimento. Puoi avere 10.000 follower su Instagram ma se nessuno ti contatta o acquista, il numero è alto ma il risultato è zero. * Le **metriche di comportamento** entrano nel concreto e ti dicono chi sono le persone e come interagiscono con i tuoi contenuti: tempo di permanenza sul sito, pagine visitate per sessione, tasso di clic, engagement sui social ma anche la loro demografia e disposizione geografica. Se il tuo articolo blog viene letto in media per 3 minuti, è un buon segno: significa che il contenuto è interessante e trattiene l'attenzione. * Le **metriche di risultato** (o KPI, acronimo di _Key Perfomance Indicator_) sono quelle che contano davvero, quelle legate agli obiettivi di business: conversioni come acquisti o richieste di preventivo, ma anche tasso di conversione, costo per acquisizione cliente, ritorno sulla spesa pubblicitaria. In modo molto pratico: su 100 visitatori del sito, se 5 compilano il form contatti e richiedono i tuoi servizi hai un tasso di conversione del 5%, un dato ottimo per iniziare a ottimizzare. ## Le metriche essenziali da monitorare e come leggerle ### Traffico al sito: da dove arrivano i visitatori? Sapere quante persone visitano il tuo sito è un punto di partenza, ma sapere da dove arrivano è molto più utile. Il traffico organico arriva dai motori di ricerca? Se cresce, significa che la tua SEO sta funzionando. Il traffico diretto viene da chi digita l'URL o ha il sito tra i preferiti? Questo è un segno di buona _brand awareness_. Poi c'è il traffico Social che arriva dai tuoi canali: è alto ma non converte? Forse stai attirando il pubblico sbagliato e devi rivedere la tua strategia di contenuti. Dalla quantità e qualità del traffico puoi estrapolare informazioni molto utili per capire se stai facendo bene o male, e come rimediare. ### Frequenza di rimbalzo: stanno scappando subito? La frequenza di rimbalzo indica la percentuale di persone che arrivano sul sito e se ne vanno subito, senza visitare altre pagine. Una frequenza alta, oltre il 70%, spesso significa che il contenuto non è rilevante, la pagina è confusa o il sito è troppo lento. Una frequenza tra il 40% e il 70% è nella norma, mentre sotto il 40% è ottimo perché indica che le persone navigano il sito in modo fluido e con interesse. Attenzione però: il contesto conta sempre. Una frequenza di rimbalzo alta su una landing page di contatto con form compilato non è necessariamente un male, perché l'utente ha fatto quello che doveva fare e non aveva bisogno di esplorare altro. ### Tempo di permanenza: quanto restano sul sito? Questa metrica indica quanto tempo in media un visitatore passa sul tuo sito. Un tempo molto basso, sotto i 30 secondi, probabilmente significa che il contenuto non è interessante o il sito è difficile da navigare. Un tempo tra 1 e 3 minuti è un buon segno, indica che stanno leggendo. Oltre i 3 minuti hai contenuti davvero coinvolgenti oppure l'utente è nel processo di acquisto o richiesta informazioni. ### Conversioni: stanno facendo quello che vuoi? La **conversione** è l'azione che vuoi che i visitatori compiano: acquistare, compilare un form, scaricare un documento, chiamarti. Su Google Analytics 4 puoi configurare gli eventi e definire cosa considerare una conversione. Il tasso di conversione è probabilmente il dato più importante da monitorare. Se hai un tasso di conversione basso, significa che il traffico è giusto ma l'offerta o la comunicazione non convincono. Se invece è alto, stai intercettando il pubblico giusto con il messaggio giusto. Come benchmark indicativo, un tasso tra il 2% e il 5% è nella media per molti settori. Sopra il 5% è ottimo. ### Pagine più visitate: cosa interessa davvero? Capire quali sono le pagine del sito più viste ti dice cosa il tuo pubblico trova interessante. Se una pagina prodotto o servizio è molto visitata ma non converte, c'è un problema nella presentazione o forse nel prezzo. Se una pagina del Blog ha molto traffico, puoi sfruttarla per inserire _call-to-action_ verso i tuoi servizi. Se la homepage riceve tutto il traffico ma le altre pagine no, probabilmente la navigazione è poco chiara e gli utenti non capiscono dove andare. #### Come iniziare a usare gli analytics (passo dopo passo) Se non hai mai guardato i dati del tuo sito, il primo passo è **installare Google Analytics 4**. È gratuito e si integra facilmente con qualsiasi sito, anche con WordPress attraverso plugin che lo configurano in pochi minuti. Definisci poi 2-3 obiettivi chiari: cosa vuoi ottenere dal sito? Più richieste di preventivo? Più iscrizioni alla newsletter? Più vendite? Imposta questi obiettivi come conversioni nella piattaforma, così puoi tracciare i risultati. **Controlla i dati ogni settimana, non ogni giorno**: guardare troppo spesso rischia di farti distrarre da fluttuazioni quotidiane normali, mentre farlo troppo raramente ti fa perdere opportunità di ottimizzazione. Una volta a settimana è il ritmo giusto per capire i trend senza perderti nei dettagli. Inizia a fare piccoli test: cambia un titolo, una _call-to-action_, un'immagine. Aspetta qualche settimana e guarda se i numeri migliorano. Gli Analytics servono proprio per questo: testare e migliorare continuamente. #### Gli errori più comuni della Web Analytics Gli analytics non sono un fine, sono un mezzo. Il vero valore sta nel trasformare i dati in azioni concrete. Ma ci sono anche alcuni comportamenti errati a cui dovresti prestare attenzione, ad esempio: * Molti imprenditori guardano solo il traffico totale, ma questa è una metrica di vanità. Si tratta di un concetto semplice da capire: **meglio 100 visitatori qualificati che convertono che 1000 visitatori casuali che se ne vanno subito**. * Un altro errore frequente è **non impostare le conversioni**. Senza conversioni tracciate, stai navigando alla cieca: hai dati sul traffico ma non sai se quel traffico sta portando risultati concreti al business. Imposta almeno una conversione principale, quella che per te vale di più. * **Non confrontare i periodi** è un altro problema comune. Guardare i dati di un mese senza confrontarli con il mese precedente o lo stesso mese dell'anno scorso non ti dà contesto. I dati vanno sempre letti in comparazione per capire se stai crescendo nel tempo. * **Attenzione alla paralisi da analisi**: troppi dati possono bloccarti invece che aiutarti. Concentrati su 4-5 metriche chiave e ignora il resto, almeno all'inizio. Con il tempo, quando avrai più confidenza, potrai approfondire. In generale, ricorda che i dati ti danno le risposte ma sta a te fare le domande giuste e avere la visione per agire di conseguenza.